FOTOGRAFIE SULL’ALTERNATIVA

di Fabio Rosa

1- L'ALTERNATIVA “L'alternativa” racconta di come ci siano due modi di prendere decisioni: o attraverso calcoli e stime, o tenendo ben presente l'armonia. Su questa dualità rimane in bilico e non prende una posizione vera e propria, anche se una risposta alla domanda “calcolo o armonia?” c'è, ma chi l'ha scritta, cioè io, tende a dimenticarsela. Il verso sull'accordare uno strumento invece si riferisce proprio a me, che canto anche se non so accordare bene uno strumento a orecchio. E' una metafora per dire che troppo spesso parliamo senza ascoltare e tutti, a turno, siamo stati quelli che cantano senza saper accordare. Ho discusso spesso con Fabio in passato di queste cose, del filo sottile che decide, condiziona e porta le nostre scelte a cambiare le nostre vite, o forse in fondo no. Come la statua dell'immagine che è tesa in un limbo decisionale tra la scelta in armonia (è statua quindi la sua natura è di rimanere immobile) e la scelta ragionata (vorrebbe raggiungere un altro luogo, o semplicemente il mare che è moto continuo). Per questo indica il mare, probabilmente vorrebbe andarci, ma in realtà rimane ferma.

1- L’ALTERNATIVA

“L’alternativa” racconta di come ci siano due modi di prendere decisioni: o attraverso calcoli e stime, o tenendo ben presente l’armonia. Su questa dualità rimane in bilico e non prende una posizione vera e propria, anche se una risposta alla domanda “calcolo o armonia?” c’è, ma chi l’ha scritta, cioè io, tende a dimenticarsela.

Il verso sull’accordare uno strumento invece si riferisce proprio a me, che canto anche se non so accordare bene uno strumento a orecchio. E’ una metafora per dire che troppo spesso parliamo senza ascoltare e tutti, a turno, siamo stati quelli che cantano senza saper accordare.

Ho discusso spesso con Fabio in passato di queste cose, del filo sottile che decide, condiziona e porta le nostre scelte a cambiare le nostre vite, o forse in fondo no. Come la statua dell’immagine che è tesa in un limbo decisionale tra la scelta in armonia (è statua quindi la sua natura è di rimanere immobile) e la scelta ragionata (vorrebbe raggiungere un altro luogo, o semplicemente il mare che è moto continuo). Per questo indica il mare, probabilmente vorrebbe andarci, ma in realtà rimane ferma.

2- SE NON FOSSI GIA STATO QUI La seconda canzone del disco è "Se non fossi già stato qui", dove si parla di un limite che spesso mi trovo ad osservare perché non so come oltrepassare ("Non piangi mai / ma resti fermo per un po' a osservare il tuo limite / E non ridi mai / nemmeno con l'aiuto di un esperto comico, poi ti manca l'ossigeno"). L'uomo nell'immagine è chino su se stesso e a forza di osservare nella sabbia sembra aver trovato qualcosa; un sassolino nel deserto. Davanti a lui rimane fermo il suo limite; il riflesso di se stesso che a sua volta lo osserva come a chiedergli "permesso".

2- SE NON FOSSI GIA STATO QUI

La seconda canzone del disco è “Se non fossi già stato qui”, dove si parla di un limite che spesso mi trovo ad osservare perché non so come oltrepassare (“Non piangi mai / ma resti fermo per un po’ a osservare il tuo limite / E non ridi mai / nemmeno con l’aiuto di un esperto comico, poi ti manca l’ossigeno”).

L’uomo nell’immagine è chino su se stesso e a forza di osservare nella sabbia sembra aver trovato qualcosa; un sassolino nel deserto.

Davanti a lui rimane fermo il suo limite; il riflesso di se stesso che a sua volta lo osserva come a chiedergli “permesso”.

3- TI RISPONDO “Mi mancano i sentieri in collina lasciati a metà” dice ad un certo punto “Ti rispondo”. E Fabio per questa canzone ha scelto una montagna. Lui dice che è la montagna di Thomas Mann e siamo d'accordo che più sali più cose vedi. E questo succede necessariamente in solitudine, “parlando da solo”, e le cose che vedi sono le cose che giù in pianura vivi. “Ti rispondo” sta tra questi due luoghi: la montagna e la pianura. Idea, desiderio, teste fra le nuvole da una parte. Il compromesso dall'altra. Da cui è meglio allontanarsi per capire e magari vedere che ci sono altre cose. Un'alternativa. Con cui scendere dalla montagna e tornare in pianura.

3- TI RISPONDO

“Mi mancano i sentieri in collina lasciati a metà” dice ad un certo punto “Ti rispondo”. E Fabio per questa canzone ha scelto una montagna. Lui dice che è la montagna di Thomas Mann e siamo d’accordo che più sali più cose vedi. E questo succede necessariamente in solitudine, “parlando da solo”, e le cose che vedi sono le cose che giù in pianura vivi.

“Ti rispondo” sta tra questi due luoghi: la montagna e la pianura. Idea, desiderio, teste fra le nuvole da una parte. Il compromesso dall’altra. Da cui è meglio allontanarsi per capire e magari vedere che ci sono altre cose. Un’alternativa. Con cui scendere dalla montagna e tornare in pianura.

4- MIA PAURA “Mia paura” è una lettera indirizzata alle paure, un tentativo sonoro di esorcizzarle. Sono le stesse paure che bloccano le persone ritratte nella foto: non si tuffano per paura delle meduse che cercano di scorgere nel mare scuro. O per paura di scoprire cose che quel mare ha tenuto fino a quel momento tranquillamente nascoste. “Io resto a letto / protetto da me stesso / ti lascio andare dove vuoi mia paura” Perché alla fine l'unico modo per affrontare la paura è prenderla in giro, ricordarle di cambiare cappello quando sarà arrivata a Minneapolis o chiederle di comprarci casa quando si troverà a Lisbona. Quando si sorride alla paura si ha un'alternativa e si è finalmente liberi.

4- MIA PAURA

“Mia paura” è una lettera indirizzata alle paure, un tentativo sonoro di esorcizzarle. Sono le stesse paure che bloccano le persone ritratte nella foto: non si tuffano per paura delle meduse che cercano di scorgere nel mare scuro. O per paura di scoprire cose che quel mare ha tenuto fino a quel momento tranquillamente nascoste.

“Io resto a letto / protetto da me stesso / ti lascio andare dove vuoi mia paura”

Perché alla fine l’unico modo per affrontare la paura è prenderla in giro, ricordarle di cambiare cappello quando sarà arrivata a Minneapolis o chiederle di comprarci casa quando si troverà a Lisbona. Quando si sorride alla paura si ha un’alternativa e si è finalmente liberi.

5- PIOVEVA “Pioveva” è una storia d'amore assoluto, quello che salva e acceca, o almeno fa vedere il dolore come un qualcosa di meno insopportabile. L'amore che fa sentire leggeri e liberi, a tal punto da lasciarsi andare alla pioggia e permettere che il tetto cada e le piante si bagnino da sole, con naturalezza. La naturalezza che è poi quella con cui ci si arrende al cambiamento e si abbassano le difese affidandosi all'unica forma di liberà possibile, l'amore. Quell'amore che fa vedere le cose sotto un'altra luce e propende al domani piuttosto che aggrapparsi al passato. Quell'amore che si spinge ai confini della pazzia, apre nuove strade, e ci rende coppie naviganti su letti poggiati nell'acqua, ognuno ad usare “come vela il lenzuolo”

5- PIOVEVA

“Pioveva” è una storia d’amore assoluto, quello che salva e acceca, o almeno fa vedere il dolore come un qualcosa di meno insopportabile. L’amore che fa sentire leggeri e liberi, a tal punto da lasciarsi andare alla pioggia e permettere che il tetto cada e le piante si bagnino da sole, con naturalezza.

La naturalezza che è poi quella con cui ci si arrende al cambiamento e si abbassano le difese affidandosi all’unica forma di liberà possibile, l’amore.

Quell’amore che fa vedere le cose sotto un’altra luce e propende al domani piuttosto che aggrapparsi al passato.

Quell’amore che si spinge ai confini della pazzia, apre nuove strade, e ci rende coppie naviganti su letti poggiati nell’acqua, ognuno ad usare “come vela il lenzuolo”.

6- NOI È la canzone musicalmente più intima e la più corale allo stesso tempo. Inizialmente i ritornelli dovevano essere cantati al plurale, a più voci. Invece ho capito che sarebbe stato più giusto che ci fosse solo la mia di voce, perché chi avrebbe voluto si sarebbe aggiunto poi. È una canzone per chi ha creduto e continua a credere in qualcosa di vero e lo porta avanti nonostante tutto. È un coro da stadio sussurrato a una sola voce, che piano piano sta crescendo ad ogni concerto....

6- NOI

È la canzone musicalmente più intima e la più corale allo stesso tempo.

Inizialmente i ritornelli dovevano essere cantati al plurale, a più voci.

Invece ho capito che sarebbe stato più giusto che ci fosse solo la mia di voce, perché chi avrebbe voluto si sarebbe aggiunto poi.

È una canzone per chi ha creduto e continua a credere in qualcosa di vero e lo porta avanti nonostante tutto.

È un coro da stadio sussurrato a una sola voce, che piano piano sta crescendo ad ogni concerto….

7- QUESTE QUATTRO SFERE SPORCHE Anche questa è un'altra canzone d'amore. Anzi, potrei dire che è una canzone d'amore e distrazioni. Le mie, che sono poi quelle che racconto nel testo, mentre il ritornello è una specie di esorcismo leggero contro la paura di perdere chi è fondamentale per noi, chi non ci lascia a spolverare quelle sfere magiche che a quel punto, quando si è rimasti soli, magiche non lo sono più. Ma questa è anche una canzone che rivendica il proprio essere un po' strampalati e come ciò possa esistere in un mondo dove tutto deve essere efficiente e perfetto perché è proprio l'amore, che riporta lo sguardo sulle cose essenziali e sull'accettare le incongruenze delle persone, a consentirci di essere ciò che siamo. Del resto, che cosa abbiamo da perdere quando amiamo? Niente. Ed è questa la nostra forma di resistenza, il nostro essere pescatori in mare, ma anche un po' statue, vittime del nostro tempo, a cui resistiamo amando.

7- QUESTE QUATTRO SFERE SPORCHE

Anche questa è un’altra canzone d’amore. Anzi, potrei dire che è una canzone d’amore e distrazioni. Le mie, che sono poi quelle che racconto nel testo, mentre il ritornello è una specie di esorcismo leggero contro la paura di perdere chi è fondamentale per noi, chi non ci lascia a spolverare quelle sfere magiche che a quel punto, quando si è rimasti soli, magiche non lo sono più.

Ma questa è anche una canzone che rivendica il proprio essere un po’ strampalati e come ciò possa esistere in un mondo dove tutto deve essere efficiente e perfetto perché è proprio l’amore, che riporta lo sguardo sulle cose essenziali e sull’accettare le incongruenze delle persone, a consentirci di essere ciò che siamo. Del resto, che cosa abbiamo da perdere quando amiamo? Niente. Ed è questa la nostra forma di resistenza, il nostro essere pescatori in mare, ma anche un po’ statue, vittime del nostro tempo, a cui resistiamo amando.

8- NATI VECCHI Nati vecchi è la prima canzone del disco che ho concluso, quella che ha dato l'inizio e la forza al tutto. L'armonia che la regola era già mia e da molto tempo cercavo una melodia e un testo che potessero esserne gli ospiti ed un giorno, di getto, sono arrivati. Racconto attraverso ricordi sparsi la nostra storia: unica e simile a quella di tanti altri che come noi si sono trovati a fare della strada insieme e che spesso hanno avuto l'impressione di andare avanti, ma al contrario. Dice Fabio che ha scattato questa fotografia abbinata al brano: “l'immagine gioca con la canzone e diventa tutto un po più complicato: conosco Edo da tanti anni, ho fatto la fotografia in Siria cinque anni fa, essere nati vecchi è una frase paradossale e io lo so che questi due innamorati giocano con le parole dentro la canzone! Essere bambini vuole dire sentirsi liberi e distrarsi. Giocare, vivere, rifiutarsi di concentrarsi su qualcosa ma diversamente restare attenti a quello che succede e guardarci”. Ho messo direttamente le sue parole come piccolo ringraziamento per tutte le immagini che ha pensato, creato e regalato a me e alle Canzoni sull'alternativa. Il nostro viaggio nel disco finisce qui, ma le canzoni, come sempre accade, rimangono nell'aria, basta avvicinarsi e rilasciano il loro profumo. Ora sono anche vostre .

8- NATI VECCHI

Nati vecchi è la prima canzone del disco che ho concluso, quella che ha dato l’inizio e la forza al tutto.

L’armonia che la regola era già mia e da molto tempo cercavo una melodia e un testo che potessero esserne gli ospiti ed un giorno, di getto, sono arrivati.

Racconto attraverso ricordi sparsi la nostra storia: unica e simile a quella di tanti altri che come noi si sono trovati a fare della strada insieme e che spesso hanno avuto l’impressione di andare avanti, ma al contrario.

Dice Fabio che ha scattato questa fotografia abbinata al brano: “l’immagine gioca con la canzone e diventa tutto un po più complicato: conosco Edo da tanti anni, ho fatto la fotografia in Siria cinque anni fa, essere nati vecchi è una frase paradossale e io lo so che questi due innamorati giocano con le parole dentro la canzone! Essere bambini vuole dire sentirsi liberi e distrarsi. Giocare, vivere, rifiutarsi di concentrarsi su qualcosa ma diversamente restare attenti a quello che succede e guardarci”.

Ho messo direttamente le sue parole come piccolo ringraziamento per tutte le immagini che ha pensato, creato e regalato a me e alle Canzoni sull’alternativa. Il nostro viaggio nel disco finisce qui, ma le canzoni, come sempre accade, rimangono nell’aria, basta avvicinarsi e rilasciano il loro profumo. Ora sono anche vostre .